Tutto a posto, col cuore?

Giuseppe Conte (Depositphotos)

Mentre si profila un secondo lockdown (e le rivolte di piazza di questi giorni fanno pensare che non lo subiremo senza reagire, come il primo) il governo tenta di tenerci tranquilli promettendo “ristori” a tutti, e nascondendosi dietro il mantra “anche in Europa fanno così”. Visto che i “ristori” saranno a fondo perduto, e per avere davvero effetto andranno ripetuti più volte in tutto il mondo, viene da chiedersi se l’intero sistema monetario internazionale non sia una specie di Monopoli dove con un clic si possono creare fantastilioni di valute, basta che tutti siano d’accordo. Se è così, bene. Ma allora mi spieghino le insistenze pre-Covid sulla scarsa austerità economica italiana. Si sa, poi, che i sistemi di un’economia (primario, secondario, terziario) non si rimettono in piedi con due palate di soldi. La paura ridurrà i consumi. Muteranno abitudini (pensate allo smart working che terrà a casa i lavoratori rovinando negozi e ristoranti), spariranno avviamenti, cadranno reti di relazioni pazientemente tessute nel tempo, diventeranno inutili professionalità acquisite. Tutto ciò succede da sempre, è vero, ma nel corso dei decenni, se non dei secoli. Se capita nel giro di uno-due anni è il caos. E tutto per un morbo che finora ha causato 1,2 milioni di morti in tutto il pianeta? Secondo le previsioni dell’Onu 130 milioni di persone nel mondo rischiano di morire per fame a causa dei vari lockdown. Tutto ciò perché in un’Europa che registra ogni anno oltre 4 milioni di morti solo per malattie cardiovascolari, ne sono morte di Covid 220mila (di cui 25mila in Italia). È vero, il virus si trasmette, l’infarto no. Ma fa davvero così paura?

collino@cronacaqui.it

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