IL DIBATTITO

Il primo round va al panino da casa. Ma i bambini devono mangiare soli

Il pasto domestico è stato consumato nonostante i divieti, ma fuori dal refettorio: mamme fuoriose

Uno a zero per i genitori. Il primo round nella “guerra del panino” vede la scuola Manzoni costretta ad accettare i bambini muniti di schiscetta, nonostante il pasto da casa fosse stato esplicitamente proibito, a causa della mancanza di personale.

La rabbia delle “mamme panino” della scuola di corso Svizzera è comunque esplosa quando hanno scoperto che i loro figli sono stati relegati in un’aula durante la pausa pranzo, ben lontani dal refettorio dove si trovavano gli altri compagni che mensa. Il clima è apparso teso fin dalle 12.30, quando i bambini che non erano iscritti a mensa sono rimasti a scuola in attesa di consumare il pasto che si erano portati da casa. Al suono della campanella, infatti, i genitori non hanno ritirato i piccoli, come previsto in caso di non iscrizione alla refezione scolastica. A nulla sono servite le telefonate degli addetti alla mensa, né della preside Grazia Di Clemente. I genitori sono stati irremovibili: il pasto da casa è un diritto.

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