LA STORIA

I progetti di disabili e designer per aiutare gli inquilini dell’Atc

Con “Hakability4Moi” gli abitanti delle popolari si trasformano in inventori

Persone con disabilità e giovani designer del Politecnico insieme per costruire i “mezzi del futuro”: otto nuovi oggetti che consentiranno una maggiore autonomia agli abitanti delle case Atc in zona Ex Moi. Uno sgabello rialzabile permetterà a Salvatore, afflitto da una distrofia muscolare, di fare più agevolmente piccoli lavori in casa; uno strumento speciale aiuterà Francesca che ha problemi alle mani di strizzare stracci e spugne. Gianpaolo potrà andare in bici senza paura grazie a un nuovo pedale, mentre Maria si cimenterà nel taglio e cucito in sicurezza grazie un innovativo tagliere progettato insieme al suo team. Un tavolino lavabile e ripiegabile consentirà inoltre a Edoardo di mangiare liberamente sulla sua sedia a rotelle. Sempre in sella a una carrozzina, Giulia potrà invece muovere con maggior agilità il passeggino del suo futuro bebè.

Il progetto è nato grazie ad Hakability4Moi: l’evento realizzato nell’ambito del progetto AxTo. E il risultato è frutto della collaborazione di circa 80 persone, tra disabili, maker, designer, artigiani, studenti del corso di tecnologia per la disabilità del Politecnico che hanno progettato e costruito insieme gli otto oggetti tecnologici. Durante il percorso si è anche provato a capire come, tramite la stampa 3d, si possano realizzare nuove rampe di scale in poche ore. La presentazione e la consegna ufficiale avverrà giovedì 20 luglio alle 18 presso la sede del Cad di via San Pio VII 61. Gli otto congegni saranno poi liberati in open source sulla piattaforma “space.hackability.it” da cui si potranno scaricare per venire riprodotti o migliorati. «Il nostro obiettivo – spiega il coordinatore di Hakability, Carlo Boccazzi Varotto – è quello di portare la tecnologia vicino alle persone anche nelle zone più periferiche».

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