RAF E TOZZI

«Ma quanto ci divertiamo insieme!»

La coppia di artisti finalmente dal vivo al PalaAlpitour sabato 25 maggio

Oltre due ore e mezza di live rigorosamente da cantare, cantare e ancora cantare. E non ci sarà neppure bisogno di ripassare i testi perché brani quali “Self control”, “Ti amo”, “Tu”, “Cosa resterà di questi anni ‘80” fanno parte del bagaglio musicale di chi negli anni ottanta e novanta cresceva sulle note della musica di Umberto Tozzi e Raf. Il duo, per la prima volta insieme in un tour, è atteso al PalaAlpitour di corso Sebastopoli sabato 25 maggio accompagnato dal vivo da una super band formata da dieci elementi. A presentare uno degli eventi più attesi e pop di maggio sono proprio loro, Raf e Tozzi, a tu per tu con CronacaQui.

A pochi giorni dal debutto milanese (13 maggio, ndr) come vi sentite?
Tozzi: «Ci stiamo divertendo e il pubblico insieme a noi. Ognuno stima il repertorio dell’altro, siamo amici veri nella vita, e tutto questo crea aggregazione. Il mio compito, nel nostro rapporto, è innanzitutto far ridere Raf». Raf: «Umberto è il mio Mr. Bean, inconsapevolmente adorabile. Se anche non ci fosse un rinnovato interesse per gli anni ’80, noi ci saremmo ritrovati lo stesso sul palco. È un progetto di tanti anni fa che finalmente si realizza. Nei live “moderni” c’è tanta pre-produzione, questo invece è un concerto alla vecchia maniera, interamente suonato».

Qual è il segreto del vostro successo?
Raf: «Alla prima data a Milano, l’entusiasmo era incontenibile, anche quello degli accompagnatori, figli, fidanzati, amici dei nostri fan. Dall’inizio alla fine. Fino alla data zero a Milano, abbiamo capito che il coinvolgimento c’era e l’emozione si sarebbe ancora prorogata. Siamo due ragazzi fortunati, con due carriere fantastiche e due repertori forti. Il Forum era pieno e noi ci siamo divertiti tantissimo sul palco, il nostro è un concerto che più che sugli effetti speciali o sui grandi schermi punta tutto sulle nostre canzoni, sul suono dal vivo e sulla nostra grande energia, caratteristiche che il pubblico apprezza molto». Tozzi: «A Milano è stata una grande emozione durata per due ore e 45 minuti, il tempo del concerto. Quella del pubblico per noi è stata una risposta importante, non è mai scontata e quando c’è vuol dire che è stato fatto un bel lavoro».

Ok Milano, ma adesso tocca a Torino…
Tozzi: «Che dire? E’ la mia città, io sono a casa». Raf: «Torno sempre volentieri, il pubblico è molto caldo».

Com’è nata la scaletta?
Tozzi: «In realtà è stato molto facile per noi scegliere il repertorio anche se per proporre i nostri principali successi abbiamo dovuto aggiungere dei medley altrimenti tutto il live sarebbe durato quattro ore». Raf: «Questo è un live speciale, dopo tanti anni facciamo questo tour insieme, poi ognuno di noi tornerà alle sue cose e al suo percorso, e per questo evento unico per forza di cose dovevamo dare spazio alle nostre canzoni più popolari, quelle che la gente si aspetta da noi».

Come vi gestite sul palco?
Tozzi: «Siamo quasi sempre insieme sul palco, interveniamo reciprocamente uno sulle canzoni dell’altro cantando e suonando. Il bello è che tra noi si crea subito un feeling incredibile e la gente sembra apprezzare molto questi due artisti che giocano insieme con le rispettive canzoni». Raf: «Lo stesso anche dopo tanti anni, conoscersi così bene porta ad avere una complicità che nel live aiuta tanto. E poi quando il feeling è naturale e spontaneo, il pubblico lo avverte».

Cosa pensate uno dell’altro?
Tozzi: «Confesso che ho più difficoltà a cantare un suo brano che è in inglese, non sono un campione delle lingue straniere, ma al di là di questo devo dire che il repertorio di Raf è sempre fantastico, ci sono pezzi che mi emozionano e mi coinvolgono tanto ancora oggi e questa è una cosa molto bella» Raf: «Personalmente trovo difficile la sua “Io muoio di te” che ha una metrica velocissima, ci vuole un po’ per me per padroneggiarla, un esercizio difficile ma diciamo che ce la posso fare».

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