CORSO VENEZIA Commercianti all'attacco: «Da un mese non vediamo più operai»

Lavori fermi sul viale della spina: «Ora ridateci i nostri parcheggi»

Cantieri fermi e posti auto cancellati, esplode la rabbia di esercenti e residenti

«Da giorni non vediamo più un operaio al lavoro. E sinceramente siamo molto preoccupati». A parlare sono i commercianti di corso Venezia, autori poche settimane fa di una petizione sulla viabilità arrivata a quota 775 firme. Discussa senza successo, per ora, al Diritto di Tribuna.

Nel mirino, nonostante il cantiere sembri in dirittura d’arrivo, c’è sempre il completamento del passante ferroviario, nel tratto compreso tra piazza Baldissera e via Breglio. Tra semafori e strisce pedonali assenti, ora preoccupa anche l’ultimo step. Quello relativo alla rimozione delle barriere e all’apertura del vialone centrale alle auto e ai camion. «Negli ultimi due mesi – spiega Carmela Ventra, una delle firmatarie – si è mosso poco o nulla. Giorni fa è persino venuto un forte vento che si è tirato giù le recinzioni. E lì sono rimaste».

Motivo che ha portato i commercianti a chiedere l’apertura del cantiere, ma per trasformarlo temporaneamente in un parcheggio a disposizione dei residenti e dei clienti delle attività che gravitano su Borgo Vittoria e Barriera di Milano. Tenendo anche conto che in pochi isolati ci sono la Larc, il Peano, l’Asl di via del Ridotto e l’Open 011.

Sufficienti a creare un effetto intasamento lungo le vie limitrofe. «Tra via Stradella e via Boccardo – continuano i negozianti – ci sono solo disagi. La mancanza di sosta nel controviale ci penalizza. Abbiamo anche un grosso problema ad accedere ai passi carrai».

I lavori tra piazza Baldissera e via Breglio hanno cominciato a trasformare l’assetto stradale ma in tanti, e il viale non è ancora stato aperto, si sono sentiti in dovere di protestare. Guai anche con il traffico che si estende fin su piazza Baldissera. Come ha notato in un sopralluogo il capogruppo dei Moderati in Sala Rossa, Silvio Magliano, puntando il dito su avvallamenti in corrispondenza delle fermate Gtt e alberi morenti. «Si segnalano difetti – attacca Magliano – nella progettazione di balaustre e marciapiedi. Con le alberate che sono già in sofferenza. Inoltre la ghiaia comincia a emergere dal manto stradale».

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