L'ultimo episodio: una rissa tra spacciatori nordafricani in borgata Tesso

Violenza e “giustizia fai da te”: «Più controlli nelle zone calde»

Sempre più insistenti le richieste di sicurezza da Madonna di Campagna e Aurora

Rissa tra spacciatori in borgata Tesso

Due giovani spacciatori nordafricani che si vengono incontro. Gli sguardi in cagnesco. E poi le botte, i pugni, in mezzo alla strada, in piena notte, davanti alle rispettive compagne, scese in strada con tanto di bimbo piccolo in braccio, che provano a dividerli. Solo la sirena dell’ambulanza, sopraggiunta per soccorrere uno dei due spacciatori, col volto tumefatto dalle botte e ricoperto di sangue, riesce a mettere fine all’ennesimo episodio di violenza di strada. Sono queste le scene cui sono costretti ad assistere i residenti di borgata Tesso, in zona Madonna di Campagna, circoscrizione Cinque.

I regolamenti di conti, forse legati alla divisione del territorio ma è anche vero che alle volte basta molto meno per scatenare risse e scontri, si ripetono da tempo al punto da essere quasi all’ordine del giorno. L’ultimo episodio è stato raccontato, e fotografato, mercoledì notte da un residente: per chi vive da queste parti ha il sapore del “già visto” e rende l’idea della totale mancanza di sicurezza e di controlli che percepisce chi vive tra via Giachino, via Ciamarella e corso Brin.

I problemi delle mancanza di sicurezza nelle periferie sembrano acuirsi. Lo testimoniano le risse raccontate – con tanto di foto – nelle ultime settimane. Tre soltanto nell’ultimo weekend: una in via Di Nanni, con due feriti, una in via Montanaro, con le auto prese di mira dai pusher, e una in corso Vercelli 8 all’uscita da un locale. Con il sangue a scorrere a fiumi su serrande e muri. Un clima da far west con i cittadini obbligati a reagire, a scendere in strada per presidiare giardini e piazze difficili. Succede in Aurora ormai da un paio di settimane, mentre le forze dell’ordine compiono blitz e retate per tranquillizzare le famiglie. A decine i cittadini che, divisi in comitati, occupano le aree franche per riportare la legalità. Anche a costo di ricevere qualche minaccia di troppo. «Ho scritto al prefetto, al questore e al comandante provinciale carabinieri spiega il presidente della Sette, Luca Deri per richiedere maggiori interventi su corso Principe Oddone, corso Vigevano, piazza Alimonda e i giardini Madre Teresa Calcutta». I quattro punti cardinali dello spaccio che nemmeno riqualificazioni, boulevard e promesse hanno ancora cacciato dalla cartina del quartiere Aurora.

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