CORIO I militari però non confermano l'inseguimento a un oggetto non identificato

«Quella sera gli aerei c’erano». L’Aeronautica cambia versione

Arriva l'ammissione: "Si trattava solo di un volo di esercitazione". Ma perché negarlo per oltre un mese?

Quello che gli abitanti di Corio e dei paesi vicini sapevano già benissimo, adesso è ufficiale: la sera dello scorso 6 giugno due caccia militari hanno davvero sorvolato a bassa quota le loro case, anche se di Ufo nessuno vuole parlare. A confermarlo è stata l’Aeronautica, che negli scorsi giorni ha finalmente risposto alla richiesta di chiarimenti avanzata dalla Procura di Ivrea poco dopo l’accaduto.

Il 6 giugno la tranquillità di Corio fu turbata dall’inconfondibile fragore dei caccia. Mancavano pochi minuti alle 23 quando il rumore dei reattori, secondo le innumerevoli testimonianze raccolte nei giorni successivi, svegliò bambini che dormivano, spaventò animali, fece tremare i vetri delle case e spinse centinaia di persone ad affacciarsi alle finestre per capire cosa stesse avvenendo. Tutti videro quei due caccia militari ma alcuni anche qualcosa in più: una luce bianco-azzurra che sembrava scappare di fronte agli aerei.

A far salire la curiosità di chi aveva assistito allo strano evento, è stata proprio l’Aeronautica che il giorno successivo negò la presenza non solo del misterioso oggetto non identificato ma anche degli aerei. A quel punto il caso è diventato inevitabilmente di risonanza nazionale, approdando su quotidiani e tv, con l’apertura dell’inchiesta in Procura a Ivrea, l’arrivo a Corio degli ufologi e addirittura una doppia interrogazione del Pd alla Camera e al Senato per chiedere chiarimenti al ministro. I più cauti ipotizzavano il volo di un aereo sperimentale ma in tanti hanno evocato la possibilità di un Ufo inseguito dai due aerei militari.

Adesso, a distanza di un mese e mezzo, l’Aeronautica ha cambiato versione. Nei documenti inviati alla Procura infatti conferma la presenza dei due aerei, due Tornado, per un volo di addestramento durante il quale avrebbero anche avuto un problema che ha originato il rumore avvertito dalla popolazione. Nessuna spiegazione invece per la misteriosa terza luce. Il documento è ora all’analisi della Procura che dovrà decidere se e come proseguire le indagini. Una domanda resta però senza risposta: se davvero si trattava solo di un normale volo di esercitazione, perché negarlo per più di un mese?

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