L'INCHIESTA. Gli effetti del vecchio regolamento di assegnazione

Record di immigrati nelle case popolari: a Torino sono il 51%

Sempre meno italiani tra i beneficiari degli alloggi: secondo il presidente dell'Atc Mazzù nel prossimo biennio potrebbe non esserci più nessuno

Torino

A sgomberare il campo da qualunque polemica preventiva è il presidente dell’Atc Marcello Mazzù, uno che di problemi sociali se ne occupa tutti i giorni: «Qui le discriminazioni o gli atteggiamenti razzisti non c’entrano, tanto più che l’integrazione è una delle nostre priorità. Ma questo non vuol dire che abbiamo gli occhi foderati di prosciutto: con queste regole, le assegnazioni di case popolari agli stranieri stanno
crescendo troppo». E se lo dice lui c’è da credergli. Perché senza un intervento normativo che metta mano a un regolamento di fatto fermo agli anni ’70, e pensato per la grande emigrazione dal Mezzogiorno, il rischio è che entro un paio d’anni saranno gli immigrati a beneficiare del 100% delle assegnazioni degli alloggi di edilizia pubblica. Nel 2015 questa percentuale aveva raggiunto il 51%, per scendere poi al 48 l’anno scorso. In altri termini, sui 448 appartamenti aggiudicati in tutta la provincia, di cui 214 a Torino, 215 hanno avuto un nuovo inquilino non italiano. E questo a fronte di una percentuale di cittadini stranieri che sotto la Mole si ferma al 15,4%.

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