CORSO RACCONIGI

Reddito da fame e troppi debiti: «Non vogliamo finire in strada»

I timori di Luciana e del figlio Davide. Atc: «Non li sfrattiamo»

Luciana, 80 anni, cieca e invalida, ha una sola paura: quella di perdere la casa in cui vive da una quindicina d’anni. La donna e suo figlio Davide, residenti in un appartamento popolare al piano rialzato di corso Racconigi, hanno accumulato un debito nei confronti di Atc che non sono ancora riusciti ad estinguere. Con il rischio, ora, di veder decadere il contratto d’affitto. Luciana sopravvive con la pensione mentre Davide la aiuta con quel poco che percepisce dal reddito di cittadinanza.

Con loro c’è anche il cane Zoe che sul bilancio pesa poco o nulla. «Ma in due non mettiamo assieme nemmeno 700 euro – racconta – e così siamo costretti a scegliere: mangiare o pagare le bollette». Luciana non può stare sola in casa. Essendo ipovedente c’è il rischio che si faccia male e questo Davide non può permetterlo. L’uomo, con un passato da idraulico e saldatore, ha perso il lavoro e oggi si arrangia con quel che passa il convento. Qualche impiego e poco altro, utile giusto per racimolare qualche euro. Lavorare a tempo pieno è quasi impossibile, altrimenti chi baderebbe alla madre.

«Abbiamo molte bollette da pagare – racconta ancora Davide – e siamo intenzionati a farlo. Solo che non possiamo pagare enormi cifre. Atc ci chiede un acconto che per noi è stratosferico, abbiamo bisogno di rateizzare l’intera cifra». Luciana e Davide avevano anche provato a chiedere un cambio alloggio, non andato a buon fine, e una carrozzina, per aiutare la signora. Un tira e molla che avanti da un anno, secondo l’ufficio di corso Dante. L’anno scorso, proprio a luglio, Atc aveva comunicato alla famiglia e all’ufficio decadenze del Comune la situazione debitoria della famiglia, spiegando, per poterla tutelare, che doveva prendere appuntamento entro 60 giorni, «come da regolamento regionale n. 8 del 15 maggio 2017, per avviare un piano di rientro dal debito».

Il Comune nello stesso mese aveva risposto positivamente acconsentendo a procedere col piano di rientro. «Tuttavia trascorsi 60 giorni nessuno si è presentato in Atc – continuano da corso Dante – e a maggio di quest’anno, quindi ben oltre i 60 giorni del regolamento regionale, è stato comunicato al Comune e alla signora che si doveva urgentemente procedere con il saldo del debito secondo le rate concordate l’anno precedente. La Città ha poi avviato la pratica di decadenza, come da regolamento regionale». La famiglia, però, oggi come oggi non rischierebbe lo sfratto.

«I signori – concludono da Atc – possono provvedere al saldo delle rate anche, eventualmente, proponendo loro stessi un ulteriore piano di rientro prima di tutto all’ufficio decadenze del Comune e contestualmente ad Atc».

Chi volesse aiutare Davide e sua mamma può chiamare al numero di telefono 342.3238321.

 

 

 

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single