Rivogliamo il Valentino

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C’era una volta il Valentino. Quel parco straordinario nel bel mezzo della città, pieno di verde, con magnifiche fontane, con i viali costeggiati da aiuole fiorite dove generazioni di torinesi hanno passeggiato chiacchierando e, chiacchierando, si sono innamorati. C’era, perché oggi è rimasto il verde, peraltro assai poco curato, mentre le panchine, i viali, persino le piccole macchie di alberi, sono diventate retaggio dei piccoli criminali. E in particolare degli spacciatori di droga. Un angolo di storia abbandonato a se stesso e vittima, lo scriviamo con tristezza, anche di una mancata programmazione urbanistica e paesaggistica da parte dell’amministrazione comunale. Peggio, un parco consegnato alla malavita e al degrado complice la chiusura e l’abbandono dei locali storici dove intere generazioni hanno coltivato la passione per la musica e il ballo. Locali che in qualche modo non animavano soltanto la vita del parco ma erano diventati quasi delle sentinelle sul territorio. Bruciato il Fluido che era chiuso da un anno, occupato dai disperati lo Chalet, trasformata in una sorta di narcosala la Rotonda che ha visto anni di splendore ai tempi di Torino Esposizioni, bloccato il Cacao per il quale sono intervenute vicende giudiziarie, sotto sfratto il Club di Scherma, ora il Valentino alle prime ombre della sera, diventa off limits. E non bastano i frequenti blitz di polizia e carabinieri a farne un’oasi di serenità. Ora ci dicono che sono pronti dei bandi per ridare vita e socialità al parco. Ma intanto si studia come svuotare anche il Padiglione ove vengono ospitate le giostre di Natale. Un balletto inverosimile che ancora una volta svela improvvisazione mascherandola con progetti e promesse. Basta! Rivogliamo il Valentino, e ci basterebbe rivederlo com’era.

fossati@cronacaqui.it

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