Scavengers

In India esistono centinaia di migliaia di “scavengers”, raccoglitori di feci umane e animali. Sono paria, gente senza casta, che per sopravvivere fanno quel mestiere, peraltro necessario in un paese dove in molte regioni la gente non ha gabinetti in casa né fuori e la fa in giro, dove capita. Ad essi si aggiungono i senza casta che, pagati una miseria, vuotano bottini e pozzi neri e tolgono gli escrementi dei treni dai binari. Il mestiere è proibito dal 1993, ma continua. Nel 2013 lo Stato provò a regalare un bonus di 500 euro (una piccola fortuna, in India) a 11mila di loro, per indurli a smettere. Fu un fallimento: quasi tutti incassarono e continuarono.

E questo è solo un esempio. Se parliamo di mestieri infami, nel fango di miniere improvvisate, nelle discariche, nelle cantine di manifatture medioevali, il terzo mondo ne offre un elenco impressionante. Lavori a cui partecipano i bambini appena sono in grado di reggersi in piedi. Manodopera pagata da 30 a 100 volte meno di quanto costa qui. Per non parlare di chi non trova neppure quei mestieri lì e muore letteralmente di fame. Questo preambolo impone una domanda.

Quando in occidente saranno arrivati tutti i migranti muscolosi e abbienti che siamo abituati ad “accogliere” dopo che hanno pagato il “passaggio” migliaia di euro, quando sarà il turno degli scavengers e dei milioni di altri veramente disperati che il Papa vorrebbe far venire gratis in aereo, dove li sistemeremo? Credete che, senza un tetto e morsi dalla fame, si rimetteranno a cercare merde da rivendere come concime? Io no. Eppure questo è il destino (non troppo lontano) verso il quale ci stanno spingendo. Papa avvisato…

collino@cronacaqui.it

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