Il bilancio dell'operazione è di otto persone in carcere e una ai domiciliari. Sei gli indagati da rintracciare

Scontro Spataro-Salvini, la procura di Torino: “Operazione conclusa solo ieri sera”

A Padova l'ultimo arresto, quasi due giorni dopo il discusso "Tweet di complimenti" del ministro dell'interno

La procura di Torino fa chiarezza sulla questione dell’operazione di polizia finita al centro delle attenzioni della cronaca per la polemica a distanza tra il procuratore Spataro e il ministro dell’Interno Salvini. L’operazione di polizia, come si evince dalla nota, si è conclusa soltanto ieri sera.

“Facendo seguito a notizie imprecise in precedenza diffuse, si ritiene opportuno specificare quanto segue ai fini di una corretta informazione che può essere ora fornita essendosi solo ieri sera concluse le attività che questo Ufficio aveva delegato alla Squadra Mobile della Questura di Torino, con facoltà di sub delega”, si apre la nota.

“Sulla base delle fonti di prova raccolte dalla Squadra Mobile di Torino – prosegue il documento – in data 16 novembre 2018, a seguito di richiesta della DDA di questo Ufficio, il Gip presso il Tribunale di Torino ha emesso 15 ordinanze di custodia cautelare (di cui 14 in carcere ed una agli arresti domiciliari) nei confronti di altrettanti indagati per i reati di associazione di tipo mafioso ex art. 416 bis (contestato a 9 indagati) e reati connessi in tema di favoreggiamento di immigrazione illegale (contestato a 3 indagati), favoreggiamento/sfruttamento della prostituzione (contestato a 6 indagati) e introduzione nel territorio dello Stato di ovuli contenenti cocaina per gr. 235,7 netti (contestato a 3 indagati)”.

Quindi, in ordine alla esecuzione della misura cautelare: “Sono stati arrestati sei indagati (su nove) per associazione di stampo mafioso, di cui uno si trovava già in carcere per altra causa, e tre (su sei) per gli altri reati, tra cui una indagata per violazione dell’art. 73 DPR 309/90 (Testo Unico Leggi in materia di stupefacenti, posta agli arresti domiciliari); altri sei indagati sono rimasti latitanti”.

L’esecuzione dei provvedimenti cautelari, unitamente a perquisizioni, “è avvenuta ad opera del citato personale della Squadra Mobile di Torino, che si è coordinato con lo S.C.O. ed i paralleli Uffici di P.G. delle Questure di Treviso e Padova, su delega di questa Procura ; le operazioni delegate si sono concluse solo ieri sera (non prima), a Padova, dove è stata eseguita una delle misure predette nei confronti di indagata per il delitto di cui all’art. 73 D.P.R. 309/90, non catturata nei giorni scorsi e tuttavia ricercata sulla base di precisi elementi che ne facevano prevedere la reperibilità. L’associazione di stampo mafioso oggetto della indagine in corso è denominata “EIYE” o “SUPREME EIYE CONFRATERNITY”, sodalizio diffuso in altre parti d’Europa“.

Quindi una precisazione: “Non sono stati effettuati, dunque, fermi o arresti di iniziativa della polizia giudiziaria. La Procura della Repubblica di Torino, unica competente in ordine alla direzione delle indagini, al rilascio della delega per la esecuzione di provvedimenti cautelari e alla gestione ed autorizzazione alla diffusione delle conseguenti informazioni (nella specie, concordate – come sempre – con la Polizia Giudiziaria), ha potuto emettere solo nella mattinata odierna il presente comunicato stampa per non compromettere l’esito delle operazioni delegate che non si erano concluse il 4 dicembre, ma che – come si è detto – lo sono state, ieri sera, con il previsto arresto a Padova. Non si possono fornire altre informazioni, dovendosi peraltro rispettare le valutazioni del Giudice procedente all’esito degli interrogatori di garanzia”.

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