IL CASO

Il sesso in tempi di virus si fa online. Un boom di giovani squillo italiane

Molte prostitute si convertono alle videochiamate, ma c’è chi non rinuncia agli incontri reali

Un paio di stivaletti luccicanti di strass abbandonati in fretta, divaricati. Due divani e un sofà a fiori, tre sgabelli rossi lasciati in ordine, un po’ nascosti, pronti a riprendere il loro scopo di postazioni dell’amor profano. Anche i bidoni in cui si attizzano i fuochi sono gelidi ora che l’epidemia ha spento la prostituzione. Ma se le schiave di strada hanno abbandonato i marciapiedi per scomparire chissà dove, nelle mani di aguzzini per cui son diventate un fastidio inutile, le altre che il mestiere lo esercitavano al chiuso cercano di reagire. Inventandosi nuove offerte e prestazioni virtuali, consapevoli che il Covid può essere letale, ma di sicuro non potrà uccidere il desiderio e le perversioni su cui si fonda questo genere di mercato che ha sempre retto a ogni crisi. Questa volta, però, è diverso. Perché la guerra che in altre epoche spostava plotoni di clienti con le divise dei soldati, oggi si combatte contro un nemico invisibile che ammazza insinuandosi attraverso i gesti d’amore. Una stretta di mano, un bacio. Figurarsi il resto.

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