IL CASO DEL COLLARE DEI SAVOIA

Sherlock Holmes nelle nebbie di Torino

Una intrigante avventura ottocentesca e il giallo del più grande detective

Qui non si tratta neppure di fare spoiler o meno. Agli appassionati, ai cultori del canone holmesiano il nome Siger dirà per forza di cose molto. Siger è il nome del protagonista di questo racconto di Anna Maria Bonavoglia, “Il caso del collare dei Savoia”, una nuova “Fiaschetta” della Buendia Books (4 euro).

Siamo nella Torino della 1862, oscura e inquietante, le strade e i vicoli si riempiono di cadaveri e si susseguono i delitti inquietanti. Tra i vari crimini, anche il furto del collare dei Savoia, un prezioso gioiello appartenuto nientemeno che al Conte Verde: ma ciò che nessuno sa è che ha il potere di scatenare una oscura e potentissima forza del male.

Siger, enigmatico e inquietante investigatore, aiutato da un ancora più inquietante prete spretato, dovrà affrontare con il suo acume questa oscura minaccia.

Bonavoglia ambienta con rara precisione storica la storia di questo tormentato detective in un periodo non casuale, ossia in quella striscia di anni tra la morte di Sherlock Holmes contro il suo acerrimo nemico e la sua “resurrezione” che Conan Doyle dovette accettare a furor di popolo. Anni in cui il grande detective racconterà di aver molto girato in Europa. E se fosse passato all’ombra inquietante del Duomo, di quella cattedrale fondata sui resti di tre chiese e siti pagani?

Per tutti gli appassionati e non solo.

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