I PROVINCIALI

Quando il sogno americano è solo la punta di un iceberg

Il romanzo corale e pungente post 11 Settembre di Jonathan Dee

Di solito quando un romanzo inizia con un narratore in prima persona non ti aspetti che ti lasci alla fine del prologo, ma in questo caso il ricercatore pornografo truffato da un broker, che passa il post 11 Settembre a chiedersi per quale ragione tutti newyorkesi abbiano necessità di questo spirito di solidarietà (e lui per buona misura deruba un altro malcapitato), deve solo passare il testimone.

E così l’intera narrazione di Jonathan Dee ne “I provinciali” (Fazi, 20 euro) è un “passare il testimone”, lo sguardo individuale che diventa voce del romanzo corale. E così acume e cinismo, speranza e disillusione, opportunismo e comunità vanno a dipingere l’in te ro , intrigante, quadro. E il testimone passa a Mark, imprenditore edile vittima di un broker e anche della crisi. Vive a Howland, una cittadina a oltre due ore di treno da New York, dove per inciso si trovava proprio nelle ore dell’attacco.

Il suo ritorno in paese è quasi quello di un eroe. Ma l’attacco terroristico ha reso New York «un posto insicuro», per questo Philip Hadi, finanziere e milionario, sposta l’intera famiglia nella casa vacanza lì a Howland, una di quelle località che vivono grazie ai soldi dei ricchi turisti, pur disprezzandoli. Perché chi nasce in certi posti fa di tutto per andarsene, quindi è necessario portare altra gente per sopravvivere, molto meglio se danarosa. Accettarla, però, è una questione di semplice ipocrisia di buon vicinato. Philip Hadi fa di tutto per diventare un membro della comunità, a modo suo: si candida alle elezioni, promette di non accettare stipendi, di finanziare con la propria ricchezza quanto servirà alla comunità. Ma quanto destabilizzerà i “locals” la sua presenza?

Un romanzo corale, si è detto. Le storie di paese intrecciate con il conflitto e il dramma di New York e degli interi Stati Uniti. Jonathan Dee, non a caso finalista al Pulitzer, è affilata e non risparmia l’ironia e il divertimento puro. Dicono in tanti che abbia voluto mostrare «il fallimento del sogno americano», o forse è più esatto dire che il sogno americano è lì, in testa, ma come fosse niente altro che la punta di un iceberg. New York è distante ore. Tutto il mondo è… “un altro mondo”. Le società, tutte, si accartocciano e si distendono nelle loro dinamiche. E così come Howland, nel suo placido scorrimento, è scossa prima dalla visione degli aerei contro le Torri Gemelle poi dall’invasione di Philip, così il mondo passa dallo sgomento alla rabbia (come accade a Gerry, fratello di Mark, che sfoga le frustrazione in forum di complottisti e poi diventa lui stesso blogger), e poi a un’altra ondata, dall’11 Settembre a Occupy Wall Stree.

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single