L'episodio in carcere, a Torino

Sorpreso in cella con lo smartphone: era detenuto per spaccio di droga

Beneduci (Osapp): "Ennesimo telefonino nascosto e trovato solo grazie alla professionalità e all'esperienza dei poliziotti penitenziari"

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Sorpreso in cella con lo smartphone

Un albanese di 33 anni, detenuto nel carcere di Torino per spaccio di droga con fine pena sino al 2028, è stato sorpreso con uno smartphone addosso. A darne notizia è Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria. “Si tratta dell’ennesimo cellulare nascosto da un detenuto e trovato solo grazie alla professionalità e all’esperienza dei poliziotti penitenziari in servizio – dichiara Beneduci – La presenza dei telefonini in carcere comincia ad essere eccessiva non solo a Torino ma anche negli altri istituti penitenziari sul territorio nazionale”.

LA DENUNCIA DELL’OSAPP
“L’impressione – aggiunge – è che agli attuali vertici dell’Amministrazione penitenziaria non importi granché di questi fatti, come delle aggressioni ai danni degli agenti, dei procedimenti disciplinari nei confronti dei detenuti responsabili delle violenze, della penuria di divise, del gravissimo stato di usura degli automezzi e di tutto ciò che, oltre ad ingenerare insicurezza, lede l’immagine e la dignità della polizia penitenziaria”.

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