L'EVENTO

Torino e i 500 anni dalla nascita di Leonardo: al via la mostra con il celebre Autoritratto

Al centro dell'esposizione dedicata al grande scienziato, spiccano i tredici autografi acquistati nel 1839 da Carlo Alberto

Torino inaugura l'anno di Leonardo. Tra i capolavori in mostra a Palazzo Reale anche il celebre Autoritratto (foto Francesca Lai)

Torino inaugura l’anno di Leonardo. Presentata, questa mattina, nell’elegante cornice di Palazzo Reale, alla presenza del sottosegretario al Mibac, Lucia Borgonzoni, della sindaca di Torino, Chiara Appendino, dell’assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi, del rettore del Politecnico, Guido Saracco, di quello dell’Università, Gianmaria Ajani e del presidente della fondazione Leonardo, Luciano Violante, la mostra “Leonardo Da Vinci. Disegnare il futuro“, allestita in occasione dei cinquecento anni dalla nascita del grande scienziato toscano.

LA MOSTRA NELLE SALE PALATINE
Allestita nelle sale palatine della Galleria Sabauda, l’esposizione sarà aperta al pubblico a partire da oggi pomeriggio, alle 18,30, fino al prossimo 14 luglio.

GLI ORGANIZZATORI
Per il taglio del nastro, che avverrà questa sera, ci sarà il ministro del Beni Culturali, Alberto Bonisoli, il cui dicastero ha promosso la kermesse con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino. Curata da Enrica Pagella, Francesco Paolo di Teodoro e Paola Salvi, la mostra è stata organizzata da Musei Reali con l’associazione Metamorfosi, in collaborazione con Politecnico e Università di Torino.

IL PERCORSO ESPOSITIVO
Al centro del percorso espositivo svettano i disegni autografi di Leonardo, conservati alla Biblioteca Reale di Torino. Si tratta dei “13 fogli che furono acquistati da Carlo Alberto nel 1839 – ha spiegato Enrica Pagella, – oltre al celebre Codice sul volo degli uccelli, donato da Teodoro Sabachnikoff al re Umberto I nel 1883″.

APPENDINO: MOSTRA E’ NOSTRO MODELLO
“La mostra – ha detto la sindaca Appendino – rappresenta un’occasione per rendere tutti i torinesi consapevoli e orgogliosi di un patrimonio probabilmente fino ad oggi non conosciuto da tutti. Si tratta di un modello di allestimento ad altissima accessibilità“.

“MUSEI SIANO SPAZI VIVI”
Per la prima cittadina: “Fare cultura oggi, significa proprio questo. I Musei devono essere spazi vivi che consentono a tutti di interrogarsi sul presente partendo dal patrimonio consegnatoci dalla storia per costruire un nuovo pensiero critico”. La mostra, ha aggiunto la Appendino “è un grande invito ad interrogarci su quale modello culturale vogliamo costruire per il futuro”. “La cultura – ha concluso – è tale se suscita domande, e questa mostra che unisce la grande attitudine di Leonardo alla ricerca e alla scienza ma anche al lato più umanistico della cultura ne è emblema”.

LE PAROLE DEL SOTTOSEGRETARIO
“Quando mi è stata data la delega sui centenari, mi sono trovata davanti a una situazione particolare. C’erano indicazioni da parte del governo precedente che andavano in una direzione un po’ diversa rispetto a come si sono sviluppate le cose quest’anno: quella di ricordare il meno possibile il Leonardo legato alla pittura“. Ha detto il sottosegretario Borgonzoni. “Il ringraziamento va a tutti gli attori che hanno partecipato all’organizzazione di questa mostra – ha proseguito l’esponente del governo – Spesso noi italiani non ci ricordiamo di cosa abbiamo: molte volte la gente mi chiede dove siano L’Autoritratto e L’Uomo Vitruviano, che dopo la Gioconda sono le opere più conosciute al mondo”.

LEONARDO UOMO INNOVATIVO
“Leonardo è stato un uomo innovativo – ha affermato ancora il sottosegretario ai Beni Culturali – e può farci riflettere sul futuro”. “Come ministero – ha ricordato ancora – abbiamo realizzato una app che ci permette di mettere in rete iniziative su Leonardo in programma sul territorio”. “Fra le emissioni dei francobolli in programma- ha annunciato – il 2 maggio ne è prevista una sulla studio dell’occhio. ”

UNA STRAORDINARIA RACCOLTA
Una straordinaria raccolta di opere, dunque, databili tra il 1480 e il 1515, in grado di documentare l’attività del genio toscano dalla giovinezza fino alla piena maturità. “A noi interessa sostenere tutto ciò che riguarda Leonardo e il Rinascimento”, ha aggiunto Violante.

L’AUTORITRATTO, IL PEZZO FORTE
Alcuni dei disegni in mostra sono collegati a doppia mandata con molti tra i più celebri capolavori dell’autore della Gioconda: i nudi per la Battaglia d’Anghiari, per esempio, ma anche i cavalli per i monumenti Sforza e Trovulzio, o ancora, lo studio per l’angelo della Vergine delle Rocce, noto come il Volto di Fanciulla. Oltre all’unicum ed eccezionale Autoritratto di Leonardo, autentico pezzo forte della mostra. Tra le opere presenti spicca anche il Codice Trivulziano, concesso in prestito dalla biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco di Milano.

LE SETTE SEZIONI DELL’ITINERARIO ESPOSITIVO
L’itinerario della mostra torinese è articolato in sette sezioni, corrispondenti ad altrettante chiavi di lettura dell’opera del maestro e delle esperienze condotte dagli artisti del Rinascimento. Queste le prime sei: l’eredità dell’arte antica, l’esplorazione dell’anatomia e delle proporzioni del corpo umano, il confronto tra l’arte e la poesia, l’autoritratto, lo studio dei volti e la sfida della rappresentazione delle emozioni. La settima è la sezione “Leonardo e il Piemonte“, con le citazioni dei luoghi presenti negli scritti di Leonardo che mostra, quale disegno catalizzatore, il foglio del Codice Atlantico con il Naviglio di Ivrea.

 

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