INTERCETTATO A GENOVA

Torino, beccato il responsabile del rogo della Cavallerizza Reale: è un clochard marocchino [FOTO E VIDEO]

L'uomo, 39anni, è stato incastrato dalle telecamere di videosorveglianza: era un senza fissa dimora. Arrestato, è accusato di strage

L'annuncio è arrivato in una conferenza stampa tenutasi alla Questura

Dopo una complessa indagine, la polizia ha identificato e proceduto al fermo dell’uomo  ritenuto responsabile dell’incendio che, il 21 ottobre scorso, ha ridotto in cenere il tetto della Cavallerizza Reale di Torino, dichiarata patrimonio mondiale dall’Unesco,  provocando seri danni nell’area delle scuderie e dell’ex circolo del dopo lavoro. L’annuncio è stato dato in conferenza stampa dagli agenti della Polstato torinese nella Sala Faraoni della Questura di Torino.

ERA SENZA DIMORA
Secondo quanto appreso, non ci sarebbero motivi politici o di questo genere dietro l’episodio: il piromane, Ottane Demga, 39enne di nazionalità marocchina, nato in Spagna, sarebbe, infatti, un senza fissa dimora. L’uomo è stato comunque accusato di strage. Secondo gli investigatori, avrebbe appiccato il fuoco “perché voleva uccidere tutte le persone dentro”.

INTERCETTATO IN CENTRO A GENOVA
L’uomo è stato individuato dagli agenti del commissariato Centro di Genova durante un controllo nel capoluogo ligure, a seguito del quale è emerso che a suo carico sussisteva un rintraccio per l’esecuzione di un fermo disposto dalla Procura di Torino.

TRADITO  DALLA LITE CON DUE UOMINI
Ottane è stato fermato la scorsa notte in via Scurreria, nel centro storico di Genova dove presumibilmente era fuggito per scappare all’arresto consapevole che, prima o poi, sarebbe stato bloccato. L’uomo è stato notato dagli agenti mentre litigava con due persone all’interno dell’androne di un palazzo. Visto che era senza documenti è stato accompagnato in questura dove, dopo il fotosegnalamento, è emerso che era ricercato dalla procura di Torino

L’INDAGINE DELLA PROCURA TORINESE
L’operazione si inserisce infatti nell’ambito dell’indagine avviata dal commissariato Centro di Torino, coordinata dalla Procura, nel corso della quale erano già stati ascoltati alcuni occupanti dell’area Granai, già attenzionati in ragione di un’indagine della Procura per il furto di energia elettrica (qualche giorno prima, personale del Commissariato aveva proceduto ad interrompere alcuni allacci abusivi presenti nella struttura).

INCASTRATO DALLE TELECAMERE
Tra questi, appunto, c’era anche il fermato che ha riferito di essere senza fissa dimora e di pernottare all’interno della struttura da circa un paio di mesi. L’uomo, in particolare, ha raccontato di essere estraneo ai fatti e di aver fatto rientro alla Cavallerizza alle 6 del mattino, dopo aver trascorso una notte ai Murazzi del Po. La sua versione, però, è stata smentita dai filmati delle telecamere istallate da personale del Commissariato Centro di Torino, per un’attività d’indagine finalizzata a indagare su una probabile attività di spaccio nella Cavallerizza

RIPRESO MENTRE APPICCA IL FUOCO
Le telecamere lo hanno infatti ripreso mentre si dirigeva verso la porta della struttura della Cavallerizza, nota come il Tempietto, dove ha versato del liquido per poi tentare, con un accendino, di appiccare il fuoco, senza riuscirci. Dopo un paio di ore l’uomo è stato immortalato nella zona dei cosiddetti Granai, mentre accendeva di tanto in tanto delle fiammate. Infine, è ritratta anche la sua fuga, dalla porta dei Granai, dalla quale partiranno le fiamme del rogo.

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