Il fatto è avvenuto lo scorso 22 febbraio in un corteo contro CasaPound

Torino, licenziata la maestra che urlò ai poliziotti “dovete morire”

Il provvedimento, in vigore dallo scorso 1 marzo, è stato preso dall'Ufficio scolastico regionale del Piemonte

La professoressa Lavinia Cassaro al corteo dello scorso 22 febbraio

E’ stata licenziata Lavinia Flavia Cassaro, la maestra 38enne che lo scorso 22 febbraio scese in piazza a Torino per protestare contro un comizio di CasaPound urlando ai poliziotti “dovete morire”.

A deciderlo è stato l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, che aveva aperto un procedimento penale nei suoi confronti.

Il provvedimento è entrato in vigore esattamente dal primo marzo, cioè da quando è arrivata la segnalazione in procura a Torino.

L’azione della Cassaro era stata fermamente criticata anche da Matteo Renzi, che aveva chiesto il suo licenziamento negli studi di Matrix, e dal ministro Fedeli.

Secondo l’Ufficio scolastico Regionale la maestra, che insegnava in una scuola della Falchera, non ha rispettato la continenza formale connessa al diritto di critica.

LA DIFESA DEL CUB. Subito è arrivata la reazione del sindacato Cub scuola, che tramite Cosimo Scarinzi ha preso le difese della Cassaro. “Come si evince dai numerosi video, la polizia usava contro i manifestanti gas lacrimogeni ed idranti, non proprio gradevoli nel freddo inverno di Torino. In un contesto evidentemente turbato, Lavinia si scagliava  contro la polizia, che a suo avviso, difendeva i fascisti e aggrediva gli antifascisti. Garantiremo lei piena difesa, sia in sede legale che mediante l’azione sindacale”.

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