Torino: porte aperte agli artisti con la grande Biennale targata Vittorio Sgarbi

Al momento sono quasi 700, ma il loro numero di qui a sabato prossimo, data fissa­ta per il vernissage, potrebbe anche aumentare perché le porte della Sa­la Nervi di Torino Esposizioni ri­marranno aperte agli artisti fino all’ultimo. È la “Biennale” targata Sgarbi, quel Padiglione Italia, idea­to nel segno del Centocinquantesi­mo dell’Unità d’Italia, che il curato­re di Ferrara ha voluto chiudesse proprio a Torino, «la città più versa­tile e aperta all’arte contempora­nea », la sua vetrina sulla creatività italiana.

Si inaugurerà, con Crona­caQui mediapartner dell’iniziativa, con due giorni di anticipo rispetto alla data annunciata in precedenza l’ultimo capitolo della 54esima edi­zione della Biennale di Venezia, l’Internazionale d’Arte diretta da Bice Curiger che nella città laguna­re ha chiuso i battenti il 27 novem­bre scorso. La mostra all’ombra del­la Mole, in programma fino al 30 gennaio prossimo, ospiterà artisti non solo del territorio ma da ogni parte d’Italia. Ci saranno nomi noti e meno noti e anche qualche curio­sità, come Dario Ballantini, l’imita­tore di Striscia la Notizia, il musici­sta Andy, ex dei Bluveertigo, il can­tautore Ivan Cattaneo.

Una cin­quantina circa quelli torinesi. Tra questi Ezio Gribaudo (con tre qua­dri), Enrico Colombotto Rosso, An­gelo Barile, Daniele Fissore, Gior­dano Morganti, Nicola Bolaffi, Moi, Xel, Alberto Lanteri, oltre ad emer­genti come AnnaMaria Nagy. «Una Biennale rivoluzionaria – chiosa Giorgio Grasso, coordinatore gene­rale della sede torinese dell’esposi­zione -, che porta la democrazia nel mondo dell’arte perché dà a tanti artisti la possibilità di esporre » . «Una Biennale che non sarà noiosa ­assicura Sgarbi – perché non è fi­nanziata dallo Stato, diversamente da quella di Curiger. Qui non ci sono soldi dei contribuenti».

Insomma, una Biennale assoluta­mente fuori dagli schemi: senza un catalogo – «Lo faremo dopo – spiega Sgarbi – quando sapremo chi sono gli artisti che hanno esposto» -, con un alto numero di artisti – «Chi ha detto che devono essere pochi? Non ci sono solo i soliti Pistoletto, Fon­tana, Burri, ci sono anche Gian Fi­lippo Usellini, Leonardo Cremoni­ni, Francesco Sena» -, e dove per gli stessi l’unico criterio di selezione è stato, è ancora Sgarbi, «la dignità del loro lavoro». Qui troveranno spazio forme artistiche di ogni tipo. «Ci sarà di tutto – sottolinea Grasso ­, non solo pittori e scultori, ma cera­misti, illustratori, installatori. An­che questa è arte».

Così nei 12 mila metri quadri del Padiglione Nervi di Torino Esposizioni accanto alle sculture di Brunivo Buttarelli e di Ruben Esposito, alle pitture di Claudio Magrassi, di Max Marra, di Michele Giannattasio, di Franco Ta­rantini si potranno ammirare le ce­ramiche di Roberto Giannotti, i fu­metti di Barbara Zucchi, le creazio­ni dell’artista intermediale Carina Aprile, le installazioni di Vincenzo Marsiglia e molto altro ancora. L’inaugurazione di sabato prossimo avrà inizio a partire dalle 19,30.

 

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