Lo scorso novembre il colpo da 25 mila euro

Rapina in casa: il basista è il papà dell’amico di famiglia. Arrestati in tre

Pistola in pugno, razziarono soldi e gioielli in un appartamento del quartiere San Salvario

Il basista della rapina era il padre dell'amico di famiglia: arrestati in tre

Il basista della rapina in casa, pistole in pugno e un bottino tra denaro e gioielli di circa 25 mila euro, era il padre di un amico. C.M.F., 48 anni, è stato arrestato dagli agenti della sezione antirapina della Squadra Mobile di Torino, che dopo alcuni mesi di indagini, hanno eseguito tre custodie cautelari, una ai domiciliari, nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di rapina, sequestro di persona a scopo di rapina e ricettazione.

IL BASISTA AGI’ ALL’INSAPUTA DEL FIGLIO
Oltre al basista sono stati arrestati, infatti, anche l’esecutore materiale del colpo, M.S., 53 anni e B.L., 38 anni, il ricettatore (quest’ultimo gestiva un negozio di compro oro in città). Il reato di cui sono accusati i tre, è stato consumato lo scorso mese di novembre in un appartamento del quartiere San Salvario. Il 48enne, secondo quanto accertato dagli inquirenti, aveva preso informazioni sulla famiglia dell’amico del figlio (all’insaputa del ragazzo), che gli aveva raccontato di aver partecipato, in quella casa, a una caccia al tesoro con dei preziosi.

RUBARONO DENARO E GIOIELLI
Il rapinatore complice dell’uomo, una volta ricevuta l’informazione, ha quindi atteso che nell’alloggio fosse presente solo il figlio dei proprietari, con due amici, e si è fatto aprire con la scusa di dover consegnare una raccomandata. Per rendere più credibile la “messa in scena”, M.S. ha anche indossato un giubbotto con la scritta Poste Italiane. Poi, pistola in pugno, una volta in casa, il bandito ha costretto i tre ragazzi a sdraiarsi a terra e, dopo averli legati ed essersi fatta indicare la camera da letto (dove evidentemente erano custoditi soldi e monili), ha razziato denaro e gioielli.

GLI AGENTI SCOPRONO L’AMARA VERITA’
L’attività investigativa, scattata subito dopo la denuncia del raid, ha consentito agli agenti di individuare il rapinatore fintosi “postino” scoprendo altresì una tremenda verità: il padre di uno degli amici delle vittime, al momento non presente nell’alloggio, era di fatto il basista del colpo. L’uomo, infatti, all’insaputa del figlio aveva carpito informazioni utili sulla famiglia vittima del raid, proprio grazie all’amicizia del ragazzo, e le aveva, sempre a sua insaputa, condivise con l’autore materiale del colpo.

 

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