Le prime parole rivolte al magistrato dopo averlo fatto entrare

IL RETROSCENA. «Dottore, mi vogliono fregare. Colpa di quei palloni colorati»

Il procuratore aggiunto Parodi si è anche fatto un selfie prima di far uscire Urzini di casa

È finita. L'uomo che da giovedì teneva in pugno un palazzo e una strada intera si è fatto convincere ad aprire la porta di casa dai carabinieri

«Dai, Ferdinando, non aver paura. Apri questa porta devi fidarti di noi». E dall’altra parte della porta: «No, dottore. Io non apro. Voi mi volete fregare».

La trattativa tra Ferdinando Urzini e il neo procuratore aggiunto di Torino Cesare Parodi è andata avanti per parecchi minuti. Alla fine ha vinto il magistrato, ha convinto il commerciante ad aprire la porta e farlo entrare in casa.

A quel punto Parodi ha abbracciato Ferdinando, ha tirato fuori dalla tasca il cellulare e si è fatto un selfie insieme con l’uomo che per quasi ventiquattro ore è rimasto asserragliato nella propria abitazione impugnando un’arma e minacciando di sparare dal balcone.

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