Martedì mattina il drammatico incidente

Morto il frate investito dal tram in piazza XVIII Dicembre. Era del Collegio Sacra Famiglia

Virgilio Castelli, 88 anni, non ce l'ha fatta. Per anni ha insegnato educazione fisica agli studenti dell'istituto di via Rosolino Pilo

Non ce l’ha fatta Virginio Castelli, il religioso 88enne travolto martedì scorso da un tram in piazza XVIII Dicembre mentre era in sella alla sua bici. Il cuore dell’anziano ha cessato di battere ieri mattina al Cto, dove l’uomo era ricoverato, in coma, dal momento dell’incidente. I medici hanno tentato disperatamente di salvarlo ma il trauma cranico riportato nella caduta purtroppo si è rivelato troppo grave.

L’incidente era avvenuto intorno alle 9 del mattino, mentre Castelli stava attraversando corso San Martino. L’88enne era sulle strisce pedonali ma in sella alla sua bicicletta: non si è accorto del tram che stava arrivando dalla sua sinistra e l’autista Gtt non ha fatto in tempo a frenare. L’impatto è stato violento ma Castelli non era finito sotto il mezzo, un particolare che per qualche minuto aveva fatto sperare che l’anziano se la potesse cavare senza conseguenze troppo gravi. Purtroppo però nella caduta Castelli ha battuto violentemente la testa al suolo: le sue condizioni si sono quindi aggravate poco dopo l’arrivo in ospedale. Poi la lenta agonia che si è conclusa nel peggiore dei modi ieri mattina.

Virginio Castelli ha dedicato praticamente tutta la propria vita ai giovani e al collegio Sacra Famiglia di via Rosolino Pilo, dove ancora viveva anche se ormai da parecchi anni era in pensione. «Ha insegnato educazione fisica fino al 2002 – ricorda commosso fratel Giuseppe poi è andato in pensione ma non ci ha mai lasciato. Gli piaceva sentirsi utile, continuava a fare dei lavoretti, diceva di essere “in pensione attiva”».

Una vita dedicata ai giovani e alla sua grande passione: lo sport. «Gli piaceva praticare lo sport ma anche guardarlo. Per tanti anni ha allenato le nostre squadre giovanili di calcio, poi negli ultimi anni si era dedicato anche a quelle di pallavolo. Quasi tutti i giorni andava a spasso con la sua amata bicicletta». Con lui, hanno giocato e imparato i valori degli sport di squadra migliaia di giovani torinesi. «Ha cominciato a insegnare nel 1950 – ricorda fratel Giuseppe – poi ha quasi sempre insegnato qui, tranne pochi anni ad Alba. Per tre anni è stato anche il direttore del Collegio». Per fissare la data del funerale, si attende il via libera della Procura che dovrà decidere se chiedere l’autopsia.

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