Dieci anni fa un incendio nello stabilimento uccise sette operai

THYSSEN. Il ministro Orlando alla Germania: “Condannate i due manager”. La madre di una delle vittime: “Devono pagarla”

Nonostante la sentenza definitiva, i dirigenti tedeschi Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, che devono scontare 9 e 6 anni di prigione, sono ancora liberi

Una strage mai dimenticata. Dieci anni dopo, la ferita è ancora aperta. E il dolore ancora troppo tangibile. Sì, perché in quello stabilimento di Torino, nel dicembre 2007, morirono sette operai. Oggi, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in un incontro col collega tedesco Maas, ha chiesto alla Germania di dare esecuzione alla sentenza per i dirigenti della ThyssenKrupp.

In Italia il processo si è chiuso di recente e sei dirigenti della società sono stati giudicati colpevoli con sentenze confermate anche dalla Cassazione. In particolare, per l’ad Harald Espenhahn (condannato a nove anni) e il dg Gerald Priegnitz (condannato a sei) è stata chiesta l’estradizione in Italia, ritenuta però inammissibile in quanto sono entrambi di cittadinanza tedesca.

Il ministro tedesco Maas ha assicurato che approfondirà le questione in tempi stretti per poter dare riscontro alla richiesta italiana. Inoltre Orlando gli ha consegnato una lettera in cui vengono ripercorse tutte le tappe della vicenda.

LA MADRE DI UNA DELLE VITTIME: “DEVONO PAGARE”.

“La devono pagare. Il ministro Orlando ha accolto la nostra richiesta, ora però bisogna aspettare la risposta dei tedeschi”. Sono le parole di Graziella Rodino, mamma di Rosario, uno dei sette operai morti nell’incendio che costò la vita a sette operai. “Per noi è una ferita ancora aperta. Ogni giorno vado al cimitero a trovare mio figlio. Ogni giorno spero venga fatta giustizia, i responsabili devono finire in carcere”.

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