Tu chiamale, se puoi, emozioni

Fonte: Depositphotos

Da marzo a fine 2020 in una ventina di scuole medie italiane si farà un esperimento di lavaggio del cervello ideato da gente che di plagi se ne intende: preti e compagni, sintetizzati nella congregazione religiosa dei padri Scalabriniani. In questo brainwashing scolastico si userà la realtà aumentata, una tecnica elettronica che arricchisce la percezione sensoriale con informazioni manipolate non percepibili normalmente. In pratica faranno indossare ai ragazzini un visore (specie di occhiale/casco) in grado di riprodurre in 3D una realtà diversa e interattiva. Ogni alunno-cavia vivrà, come se fosse lui stesso un emigrante clandestino, la miseria delle origini, la traversata del deserto, le torture dei centri di raccolta, il viaggio sui barconi. Lo ammettono gli ideatori: “Vogliamo coinvolgere i giovani sul piano emotivo”. Ma va? E chi l’avrebbe pensato? Non commento la mania rossa di lavare il cervello agli studenti (lo fanno già in classe a parole) né la verosimiglianza delle immagini proposte (tutti sanno da quale miseria vengano i migranti, tanto da esser disposti a pagare cifre folli e rischiare la morte pur di uscirne). Mi piacerebbe solo che qualcuno realizzasse un programma analogo, ma con un’altra realtà virtuale nei visori: le conseguenze dell’accoglienza indiscriminata. Visioni in 3D di un’Italia del 2100 sovraffollata, lacera, affamata, senza più fabbriche e servizi, piena di bande armate di “ospiti” e ospitanti in lotta fra loro, soggetta alle mafie, brulicante di ladri ed accattoni. Una specie di medioevo di ritorno. Esagerato? È un’ipotesi più che verosimile. Ma non è quello il punto. Mi piacerebbe solo vedere se lo lascerebbero “sperimentare” nelle scuole.

collino@cronacaqui.it

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