IL REPORTAGE. Clienti e accessi contati tra le bancarelle

Tutti in fila al mercato. «Bastavano le regole, chiudere è un errore»

Transenne e corsie nelle piazze autorizzate. «Non è più pericoloso di un supermercato»

Sulle prime sembra quasi un salto nel vuoto, poi, una gentilezza inaspettata fa vincere lo smarrimento. «Prego, madame» dice Andrea, con la voce che per il freddo è diventata un po’ roca, facendo un cenno con la mano come fosse un cavaliere di altri tempi. E subito lo sguardo di Angela s’illumina, lei sorride con una smorfia impercettibile che le scosta un po’ la mascherina e prende coraggio.

«Non sapevo se passare o meno, tutto è transennato, un po’ strano» confida, mentre allunga il passo su piazza Nizza. Il mercato oggi c’è. Non come lunedì mattina, per cui la signora rivela d’aver fatto il giro dell’isolato, «a comprare un pezzo qui e uno là. Poi non le dico al supermercato, non so mica se è vero che si rispettino così bene le distanze al chiuso».

Passa dalle sfumature la ricerca della normalità, in alcune delle piazze che hanno potuto riaprire ai clienti, ieri mattina. «Stiamo qui con la nostra pettorina, controlliamo che non passino più di 48 persone tra l’ingresso e l’uscita, che non si accalchino sui banchi, ma se non ci inventiamo qualcosa per strappare un sorriso non se ne esce. Sì, ci sono le persone, c’è il mercato oggi. Ma non ci si illude che questa cosa finisca» sottolinea l’incaricato dell’ordine pubblico, dalla sua postazione di guardia.

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