MACCHINE COME ME

Un androide-Amleto tra Beatles e Internet

Il 1982 distopico di Ian McEwan

Viene fin troppo facile, per noi che abbiamo ancora in mente “Il guscio”, tirare in ballo la tragedia e l’interrogativo amletico di Shakespeare anche nel nuovo libro di Ian McEwan. D’altra parte le suggestioni del Bardo e della tragedia classica sono sempre presenti nel romanziere inglese.

Qui, in “Macchine come me” (Einaudi, 19,50 euro) il «to be or not to be» lo dovrebbe pronunciare Adam, un androide talmente sofisticato da sembrare un essere umano, da divenire un essere vivente a tutti gli effetti. Lui come gli altri modelli, maschi e femmine, che proprio perché arrivano a prendere coscienza di sé e del peso di essere, progettano la loro stessa fine, nella Londra distopica del 1982. Già, perché in questa società dove le auto si guidano da sole e i robot sono pronti a sostituire gli esseri umani, è il passato a essere fantascientifico, non il futuro. «Ho un pregiudizio contro i romanzi che si svolgono nel futuro.

Chi avrebbe potuto prevedere l’impatto che Internet avrebbe avuto su di noi e che i social media sarebbero stati in grado di scegliere un presidente per una nazione moderna o di trasformare le voci di corridoio in vere notizie? Siamo tutti seduti intorno a un tavolo dove si fa il gioco di interpellare il fantasma che sta nella stanza» ha detto difatti Ian McEawan al Festivaletteratura di Mantova. Un fantasma, ancora un’eco amletica. E allora in questo 1982 la Thatcher ha mandato la flotta inglese allo sbaraglio alle Falkland, perdendo la guerra in poche ore. John Lennon non è mai stato ucciso da Mark Chapman e anzi i Beatles sono tornati a suonare e cantare insieme.

Alan Turing, il genio britannico che svelò i codici dei nazisti nella seconda guerra mondiale, non si è ucciso perché condannato e perseguitato come omosessuale, ma ha continuato le sue ricerche e reso pubbliche le sue scoperte: ecco perché nel 1982 ci sono i cellulari, Internet, gli androidi. E Charlie Friend, 32 anni, che vivacchia con il trading on line, investe l’eredità materna in una di queste macchine perfette. Per conquistare Miranda, la sfuggente inquilina del piano di sopra, le propone di programma insieme l’androide, in modo che ne esca un individuo “figlio” di due esseri umani. Ma le cose non andranno come previsto. «Ad un essere umano artificiale possiamo dare principi morali ma non l’interpretazione di questi. Adam è razionale, totalmente, e ha una visione completamente diversa da quella degli uomini. Io sto al 51% dalla sua parte» spiega McEwan.

Adam si innamora di Miranda, ci andrà a letto. E poi stravolgerà a modo suo, per un bene superiore, le vite dei due. E mentre un figlio vero, adottivo, entra nell’esistenza di Charlie Miranda, Adam fatica a trovare un posto che non sia di fronte a un pc a fare soldi, o al tavolo di cucina a ricaricarsi. Come faticano gli altri Adam e le Eve, progenitori di una nuova umanità che vuole annientare se stessa, o almeno annullarsi nella non coscienza. Per non pagare le colpe di chi li ha messi al mondo, come Amleto che muore dopo aver compiuto la sua vendetta, consumato da un mondo al quale chiede di recare, tramite Orazio, solo l’annuncio di ciò che è stato e ciò che non è stato.

Andrea Monticone

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