==Un appello nel metrò==

Parecchi anni fa, quando ero studente, mi era capitato di vedere, in un angolo in fondo al tram che prendevo per tornare da scuola, una specie di appello scritto con il pennarello nero: un innamorato cercava la ragazza che aveva visto nella folla, appena prima che scendesse alla fermata. E mi ricordo che quel messaggio l’avevo visto diverse volte. Ecco, dal momento che dubito che fosse sempre lo stesso il tram che prendevo, immagino che il cuore spezzato avesse imbrattato romanticamente tutte le carrozze su cui si era trovato, pur di mandare un messaggio all’amata. Va da sé che sotto erano anche comparse delle (…)

(…) risposte, il tenore potete immaginarlo… Mi è tornata in mente questa cosa perché su Instagram è comparsa una pagina intitolata “Incontro a Massaua”. Un ragazzo, di ritorno dal corteo ambientalista, pare essere rimasto folgorato da una biondina scesa proprio alla stazione Massaua della metro. «Ci siamo visti al chiudersi delle porte della metro» scrive, lasciando immaginare questa scena quasi da film. E altri particolari: «Occhi chiari e labbra poco carnose. Aveva i pantaloni a zampa di elefante. Io indossavo un maglioncino azzurro». Sotto certi aspetti non è cambiato molto, in tutti questi anni: il brivido di un incontro fortuito che «rallegra la giornata», la visione quasi da sogno, la fantasia di potersi incontrare, di parlare, di scoprire magari di avere un sacco di cose in comune… Sono cambiati i mezzi a disposizione e c’è da dire che, quasi certamente, dai social potrà arrivare qualche risposta migliore di quelle lasciate sul tram all’epoca. Un vantaggio c’è di sicuro: questi appelli sporcano molto meno.

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