Un guaio lungo diciannove anni

A pensarci oggi l’idea in fondo era buona: risparmiare decine di milioni di euro l’anno per gli affitti delle diverse sedi della Regione Piemonte. È la soluzione che è stata quantomeno peregrina, forse suggerita dai fasti dei nostri cugini milanesi: costruire un grattacielo. E per di più con la matita magica, ma costosissima, di un archistar, al secolo Massimiliano Fuksas. Diciannove anni dopo la prima gara pubblica, tirando le somme, c’è da mettersi a gridare allo scandalo. E non solo per i soldi buttati via, per i tempi da lumaca artritica, ma per la terribile immagine di disorganizzazione e di incompetenza che la politica piemontese ha dato di sé. Per chi ama le cifre sono stati dilapidati 112 milioni considerando il primo budget di spesa (208 milioni) e il consuntivo finale che chiude a 320 milioni, confidando comprenda porte, finestre (un autentico dramma su cui abbiamo speso un fiume di parole), ascensori e uffici funzionanti. Altro che risparmi, sarebbe stato meglio trattare gli affitti al ribasso. Ma tant’è. Oggi l’obiettivo, per chi ha ereditato questo parallelepipedo carico di guai, è chiudere il cantiere entro la primavera prossima e lo scriviamo incrociando le dita, dopo aver dato annunci con relativi brindisi almeno una decina di volte. Confidando che il progetto che ha sostituito l’acciaio con il cemento armato, che è passato attraverso finestre sbagliate e buttate alle ortiche, piastrelle che andavano in pezzi e quanto altro non sappiamo, vada alla fine e venga collaudato e poi consegnato alla folla di dirigenti, funzionari e impiegati, segniamo l’ultima data sui taccuini. Ma con riserva. Due paroline sibilate da Fuksas («cretini incompetenti») al processo in cui era testimone anni fa, inducono alla prudenza.

fossati@cronacaqui.it

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