AL TEATRO REGIO

Un “matrimonio segreto” da Guinness

Da domani l’opera di Cimarosa, la prima nella storia per cui fu richiesto il bis

È capitato spesso che opere, diventate nel tempo famosissime, al loro debutto si fossero rivelate dei fiaschi clamorosi, vedi la Traviata di Verdi, Madama Butterfly di Puccini, Il barbiere di Siviglia di Rossini, la Carmen di Bizet. Così non è stato per “Il matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa. Quando fu messo in scena per la prima volta, il 7 febbraio del 1792 al Burgtheater di Vienna, il dramma giocoso del compositore di Aversa, uno dei più grandi rappresentanti della scuola musicale napoletana, fu applauditissimo, in particolare dall’imperatore Leopoldo II che chiese di “farlo ricominciar daccapo”. È stato il primo bis integrale della storia della musica. Un’opera, dunque, da Guinness dei primati quella che il Teatro Regio propone domani sera a partire dalle 20 (in replica fino al 24 gennaio) con il giovane direttore tedesco Nikolas Nägele alla guida dell’Orchestra del Teatro Regio e nell’allestimento firmato da Pier Luigi Pizzi. Il quale al capolavoro settecentesco di Cimaros, composto su libretto di Giovanni Bertati, ha dato una veste moderna. «Quando mi hanno proposto di metterlo in scena a Martina Franca (l’opera ha debuttato la scorsa estate al Festival della Valle d’Itria, ndr.) – ha dichiarato Pizzi in un’intervista – ho pensato che, trattandosi di una commedia, si poteva liberarla dalla paccottiglia di arredi rococò, parrucche e costumi d’epoca trasportandola ai giorni nostri, in un’abitazione del nostro tempo, con abiti contemporanei». Ecco allora la scena che più contemporanea di così non si può. Un salotto da design, essenziale nelle linee, con colori primari, bianco, nero, giallo, rosso, blu , e colori primari anche per i costumi.

Il salotto in questione è quello della casa di Geronimo, padre di Carolina e Elisetta. Carolina si è sposata segretamente con Paolino e non sa come dire al padre di questo matrimonio segreto, mentre Elisetta è promessa al ricco conte Robinson, il che consentirebbe al padre la scalata sociale cui tanto aspira. La vicenda si complica ulteriormente quando il conte Robinson si innamora di Carolina, la zia Fidalma, ricca vedova non più giovanissima ma sempre attraente, si dichiara a Paolino e via così, di complicazione in complicaziome, senza però mettere a rischio il buon fine della storia.

Equamente distribuiti fra tre voci maschili e tre femminili, i personaggi sono interpretati dal soprano Carolina Lippo nei panni della primadonna Carolina, dal baritono Marco Filippo Romano in quelli di Geronimo; il tenore australiano Alasdair Kent è Paolino, il baritono austriaco Markus Werba è il conte Robinson; Fidalma ed Elisetta sono interpretate rispettivamente dal mezzosoprano Monica Bacelli e dal soprano Eleonora Bellocci. Le luci sono di Andrea Anfossi.

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