L’ANALISI Dal 2010 a oggi si sono persi più di 16mila posti di lavoro e il 12 settembre torna in piazza la Vertenza Torino

«Un milione in cassa e 5mila sfratti»

Cgil, Cisl e Uil lanciano l’allarme: dopo l’emergenza sanitaria per le aziende il fatturato registra cali tra 26 e 34 miliardi

Un milione di lavoratori in cassa integrazione su 1,8 milioni di occupati in Piemonte: il 60% concentrato nella provincia di Torino. Un numero impressionante, senza precedenti. Basterebbe questo a giustificare l’allarme lanciato da Cgil, Cisl e Uil su quello che potrebbe essere più di un “autunno caldo” e riporterà in piazza il 12 settembre la Vertenza Torino, così ribattezzata dai sindacati lo scorso febbraio e appoggiata anche dall’arcivescovo Cesare Nosiglia.

Sotto le ceneri lasciate dall’emergenza sanitaria, infatti, covano braci pericolose che rischiano di alimentare un fuoco difficile da spegnere. Solo a Torino, dove negli ultimi dieci anni si sono persi almeno 16mila posti di lavoro, si prevedono oltre 5mila sfratti per morosità incolpevole, pronti a diventare esecutivi appena scadrà la moratoria prevista dal decreto Cura Italia, a fine agosto.

Uno scenario pericoloso che si accompagna al progressivo estendersi delle condizioni di povertà assoluta, specie tra i giovani, dal momento che proprio nella fascia tra 18 e 34 anni si calcolano 20mila persone.

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