Un poco di pudore

Coronavirus, registrati 1.730 nuovi casi e 81 decessi in Piemonte.

Ambulanze ferme con a bordo pazienti che necessitano di ricoveri, pronto soccorso che devono chiudere in sette ospedali della nostra regione, i reparti Covid che non bastano più, il piano di allestire prefabbricati fuori dagli ospedali per i pazienti a bassa intensità. Non è la cronaca di un mese di pandemia, o di una settimana: è solo quella di ieri. Rispetto alla prima ondata sono cambiati i malati: in termini tecnici sono i paucisintomatici, ossia quelli con sintomi lievi, che non necessitano di terapia intensiva, ma pure devono essere ricoverati. Vuoi perché non esistono strutture diverse da un ospedale, vuoi perché non sembra esserci un modo per curarli a domicilio, in totale isolamento. Al momento i ricoverati paucisintomatici rappresentano il 10 per cento di tutti i positivi, ma sono stati sufficienti per riempire i posti a disposizione negli ospedali. Dalla Regione, dove rimpiangono il Covid Hospital delle Ogr, di non aver terminato nonostante i lavori a pieno regime l’ex Oftalmico e probabilmente anche di non aver recuperato altre strutture, stanno pianificando di allestire strutture, forse tende, ospedali da campo o prefabbricati, accanto ai nosocomi. Scenari davvero inquietanti. Ma è soprattutto la rapidità del loro cambiamento che deve spaventare, il fatto che ogni piano, anche quelli del governo, è già superato nel momento stesso in cui viene varato. Succede con la rincorsa al virus. Accadrà anche con il coprifuoco che presto potrebbe diventare lockdown. Forse la misura vera della preveggenza di chi decide la dà il caso del libro del ministro Speranza (“Perché guariremo”), ritirato dalla vendita prima ancora di essere messo in vetrina. Probabilmente per ragioni di pudore.

fossati@cronacaqui.it

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