IL CASO Il “dossier” per lo stoccaggio di 3,4 milioni di dosi

«Il vaccino a gennaio». L’antidoto conservato nel “polo del freddo”

Arcuri scrive alle Regioni e il Piemonte candida Casale: una task force curerà la distribuzione in tutta Italia

La data, per quanto approssimativa, ora è messa nero su bianco. Fine gennaio 2021. Quella in cui il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri prevede l’arrivo in Italia delle prime dosi di vaccino. Una prima “tranche” da 3,4 milioni arriverebbe in speciali borse di conservazione termica, con all’interno cinque scatole da 955 unità e da Roma è arrivata alle Regioni la richiesta di preparare un dossier entro fine mese per organizzare lo stoccaggio e la prima distribuzione, che sarebbe appannaggio di medici, infermieri, ospedali e Rsa.

La richiesta di Arcuri

«Come è noto l’Italia ha aderito all’iniziativa dell’Ue per l’acquisto del più ampio portafoglio possibile di vaccini – spiega Arcuri -. In tale contesto sono in corso di valutazione alcuni candidati vaccini, i primi dei quali potrebbero essere disponibili già a partire dall’inizio del prossimo anno. In particolare il vaccino Pfizer, il cui iter di validazione sembra essere ad oggi il più avanzato, permetterebbe all’Italia di disporre già alla fine di gennaio 2021 di circa 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 milioni di persone».

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