Con il “Rosatellum” torna la scheda unica. Alla Camera 23 seggi, altri 11 per il Senato

VERSO LE URNE. Parte il toto candidature per 34 posti in Parlamento

Il Pd potrebbe conservare solo Torino e Collegno. Nel resto della provincia centrodestra contro M5s

Nove seggi garantiti dai collegi e altri 14 dal proporzionale alla Camera; quattro dai collegi e sette dal plurinominale dal Senato. Totale, trentaquattro eletti e un’unica certezza: con il Rosatellum, calato su un sistema tripolare come è quello di un arco parlamentale diviso tra Pd, centrodestra e Movimento 5 Stelle, nessun candidato ha in tasca la matematica sicurezza di essere eletto. Al punto che è quasi anacronistico parlare di “roccaforti” per una coalizione o per l’altra.

Alla Camera, forse soltanto il collegio di “Torino 1”, che comprende i quartieri di Vanchiglia, Centro e Cavoretto, e quello di Collegno, con Venaria, Orbassano, Grugliasco e Rivoli, potrebbero andare con ponderata probabilità al Partito Democratico.

Per tutti gli altri, invece, potrebbe verificarsi un testa a testa con una clamorosa esclusione dei dem. Centrodestra e Movimento 5 Stelle potrebbero contendersi Torino 2 (Barca, Aurora, Barriera), Torino 3 (Vallette, Borgo San Paolo), Torino 4 (Mirafiori Santa Rita), Ivrea (Canavese), Settimo (Chivasso e Chieri), Moncalieri (Nichelino e Vinovo) e Pinerolo (Valsusa e Val Sangone).

Al Senato, invece, il Pd avrebbe le maggiori possibilità di affermarsi nel collegio di Torino-Collegno (con Grugliasco, Rivoli, Venaria, Orbassano, oltre a una pozione del capoluogo). Il centrodestra potrebbe contendere Moncalieri (con Carmagnola, Chieri, Nichelino e Settimo), mentre i 5 Stelle potrebbero conquistare Pinerolo (con Ivrea, Valsusa e Val Sangone). In bilico il collegio di Torino.

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