IL CASO

Violentate dal maniaco clandestino: adesso chiedono i danni allo Stato

Confermata la condanna a un ghanese che abitava all’ex Moi per sette aggressioni nei parchi

Il maniaco aggrediva le donne mentre facevano jogging. Nella foto, controlli al parco delle Vallere

Il maniaco seriale che due estati fa terrorizzò le appassionate di jogging nei parchi della periferia sud è stato condannato anche in appello. La sentenza di primo grado che gli infliggeva cinque anni e 8 mesi di reclusione in abbreviato ieri mattina è stata confermata in toto, anche nella parte in cui stabiliva che il risarcimento del danno venisse determinato in sede civile. Intentare una causa in quella sede, però, rischierebbe di essere assai costoso, e soprattutto inutile visto che il condannato, che ha 28 anni, è originario del Ghana e in Italia è irregolare, non ha un centesimo. Ed è partendo da queste considerazioni che l’avvocato Federico Schettini, uno dei legali delle parti civili, annuncia fin da ora che si attiverà per attingere al fondo di solidarietà per i reati violenti pensato per i casi in cui il colpevole sia latitante, sconosciuto, oppure nullatenente, a favore delle sue due assistite. «Un atto dovuto – sottolinea Schettini -, vista la portata di quanto accaduto, che è gravissimo», come del resto dimostra la lunga serie di reati contestati all’imputato, che rispondeva lesioni e minacce per sette episodi, e in cinque di questi per violenza sessuale.

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