IL CASO Dopo la proposta avanzata da Bolognesi, Fiom

IL VIRUS TRA NOI. Sindacati e Regione: «Embraco produca materiale sanitario»

Resta il nodo dei macchinari e degli investimenti: «Il Mise e Invitalia creino una task force per Riva»

I capannoni Embraco, oggi vuoti, potrebbero produrre respiratori e mascherine

L’intuizione, pur consapevole di tutte le difficoltà del caso, era venuta a Ugo Bolognesi, delegato Fiom per l’ex Embraco. Proprio dalle colonne di CronacaQui, il sindacalista aveva lanciato l’idea che avrebbe permesso di gettare nuove armi nella lotta contro il coronavirus e di salvare i futuro di 400 lavoratori che a metà luglio si ritroveranno senza più ammortizzatori sociali e con l’unica prospettiva del licenziamento. Una suggestione che dieci giorni dopo è stata raccolta e condivisa anche dalla Regione Piemonte, con il governatore Alberto Cirio e il suo assessore al Lavoro Elena Chiorino che hanno scritto al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e al commissario per l’Emergenza (e numero uno di Invitalia) Stefano Arcuri per chiedere un’unica cosa: ricovertire l’impianto di Riva di Chieri dopo la triste parentesi Ventures in uno stabilimento per la produzione di materiale sanitario come mascherine o respiratori.

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