CHIVASSO

Il virus uccide il commercio in centro: negozi chiusi, gli aiuti non bastano

Decine di serrande abbassate dal lockdown a oggi. E il timore di un bis non aiuta la ripresa

Da qualche tempo non è difficile scorgere numerosi cartelli “vendesi”, negozi sfitti e attività commerciali chiuse passeggiando per il salotto commerciale di via Torino. Decine i negozi che hanno abbassato le serrande, di tutte le tipologie merceologiche: abbigliamento, calzature, oggetti per la casa. Decisioni amare, che si sono portate via i sogni di altrettanti commercianti e lavoratori che in quelle attività avevano riposto i loro sogni e risparmi.

Il lockdown a causa del Covid 19 ha fatto precipitare le cose, i giorni di chiusura forzati e le incertezze economiche di molte famiglie hanno fatto contrarre i consumi e di conseguenza aiutato a far chiudere altre attività. E il timore per un secondo confinamento non può fare altro che peggiorare le cose.

Dall’inizio dell’anno l’amministrazione si è mossa per arginare questo problema; l’ultimo intervento in ordine di tempo è stato quello dell’abolizione della zona blu nel fine settimana per incoraggiare la sosta in centro. A febbraio invece si era riunita la “Cabina di regia” sul commercio locale, nata nel 2018 come strumento di concertazione per lo sviluppo di iniziative e di progetti comuni, presieduta dal sindaco Claudio Castello insieme agli assessori al Commercio, Lavori Pubblici e Turismo e ai presidenti di Ascom, Giovanni Campanino e di Confesercenti Stefano Pipino.

Fra le proposte della cabina molte azioni per contrastare l’impoverimento del tessuto commerciale cittadino. Tra queste, l’impiego di risorse da destinare al miglioramento del decoro urbano (arredi ed interventi sui locali commerciali sfitti), l’aumento dei parcheggi disponibili per rendere più comodi gli acquisti nel centro, un miglior coordinamento e più efficiente comunicazione degli eventi da tenersi nell’isola pedonale, sino alla necessità di realizzare un impianto stabile di filodiffusione nel centro storico oltre che discutere di un futuro aumento delle zone pedonali e della valorizzazione dei beni storici.

Ai progetti sono seguiti anche aiuti concreti come quelli che il Comune ha destinato a fondo perduto per fronteggiare la crisi post Covid. Una delibera di giunta ha stanziato 200mila euro per sostenere il commercio locale. Al bando hanno risposto molte attività del commercio e oltre 300 sono risultate idonee ricevendo un contributo variabile fra i 600 e gli 800 euro.

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