Volete la piazza? E piazza sia!

Si dice “la maggioranza silenziosa”, ma la storia insegna che non è stato sempre così. Ogni tanto, quando è oppressa da una minoranza costituita da governi tirannici o da frange chiassose e violente dell’opposizione, la maggioranza grida, si ribella. Da molti decenni in qua a manifestare, spaccare e provocare scendono minoranze invasate che si credono in possesso della verità, contribuendo a far sopravvivere quel mito (che quasi mai corrisponde alla realtà) della piazza come luogo indicativo del pensiero popolare. Ma ormai ci sono altre piazze virtuali e altre vie informatiche per capire chi davvero rappresenta il popolo. Quando per protestare contro i soprusi dei pochi c’era solo la piazza reale, la maggioranza dei cittadini esasperati vi scese idealmente molte volte, rappresentata da pochi coraggiosi. Fin dai tempi di Atene e di Roma. I Vespri Siciliani contro gli Angioini, la rivoluzione francese contro l’ancien régime, i moti del 1821 e del 1848 contro le monarchie europee assolutiste sono solo tre esempi. Torino vi scese nel 1864 contro il trasferimento della capitale a Firenze. Fu una strage (62 morti) proprio in quella piazza Castello che ospiterà domani mattina la manifestazione pro Tav e pro sviluppo. Ma domani non ci saranno fucilate dall’esercito. Sarà solo una pacifica folla che rappresenterà davvero la maggioranza stufa di assistere silenziosamente alla regressione di Torino voluta dai grillini. Tutte le maggiori istituzioni si sono unite all’iniziativa. Non ci sarà bisogno di bandiere, striscioni, divise. Basterà venire, come nel corteo silenzioso del 1980, in 40mila contro la prepotenza sindacale. Torino è stufa di rinunciare, di isolarsi nel nome di falsi risparmi, di perdere occasioni epocali, di vedersi soffiare le iniziative. Torino vuole restare locomotiva, non diventare vagone.

collino@cronacaqui.it

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